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December 20 alzi la mano chi ha ancora fiducia nelle istituzioniMa è stato proprio Gianfranco Fini ad affermare alcuni giorni fa che c'è il rischio di "una perdita di credibilità nelle istituzioni"? Proprio il delfino di Almirante, ora piedistallo di Berlusconi? Proprio il principale esponente di Alleanza Nazionale, la forza politica che insieme a Forza Italia ha creato il super partito del Popolo delle Libertà? Ci sarebbe da non crederci, non fosse che oramai siamo abituati a sentire di tutto e anche di più. Come una delle ultime sparlate di Silviuccio, che ha avuto il coraggio di sostenere che "il PDL è un baluardo della democrazia". Ma purtroppo quella di Fini è un'affermazione più che giusta. E ci mancherebbe altro, visti gli ultimi 15 anni (ma anche quelli precedenti) di politica in Italia. Certo, con Mani Pulite ci si era illusi di poter cambiare le cose, ma se oggi ci ritroviamo gli stessi uomini tra le palle vuol dire che le conquiste ottenute in quegli anni dal pool di Milano sono andate a farsi benedire. Fino all'inizio degli anni '90 avevamo un sacco di politici che rubavano per finanziare il partito, poi è arrivato Di Pietro e ha svelato il meccanismo perverso. Un meccanismo che permetteva ai partiti di sopravvivere, e che era talmente radicato da essere diventato praticamente una prassi ineludibile. Oggi la corruzione, come stiamo vedendo in questi giorni, ma tanto già lo si sapeva, non è scomparsa. Diversa è, però, la sua natura. Prima erano i partiti, ora sono i singoli che approfittano della loro posizione per arricchirsi o per garantirsi voti. d'altronde, oggi i partiti possono contare sui più che generosi rimborsi elettorali per sopravvivere. Il problema, dunque, è il funzionamento della macchina elettorale. Secondo la testimonianza dell'ex presidente della Provincia di Napoli Amato Lamberti, "un onorevole di Forza Italia, durante una campagna elettorale di alcuni anni fa, passava casa per casa e prendeva con se le bollette da pagare, poi diceva a quelle persone che, nel caso fosse stato eletto, le avrebbe pagate, in caso contrario le avrebbe restituite". In questo modo quelle persone, pur di non pagare le bollette, votavano, e convincevano a votare in massa, per quel candidato. Ma non si pensi ad un semplice caso isolato. In realtà questo è un meccanismo molto diffuso, anche se diverso a seconda delle possibilità del candidato. "Anche a sinistra si usano questi metodi. Ma qui più in voga sono le assunzioni. in periodo di campagna elettorale si assumono (nei centri commerciali, nei supermercati, ecc.) migliaia di lavoratori con contratti di tre mesi. Questi, sperando che il contratto a termine venga prolungato, votano in massa, loro e le loro famiglie, per il candidato che gli ha dato il lavoro. Alla fine, alcuni verranno confermati e altri no". Beh, visti questi principi, alzi la mano chi ha ancora fiducia nelle istituzioni. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://arnaldoio.spaces.live.com/blog/cns!E0E7B51637538661!558.trak Weblogs that reference this entry
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